Andrea Prischi – Quando barba e capelli diventano un’arte

Un momento di piacere "al maschile" in cui l'hair stylist Andrea Prischi, nel bellissimo Borgo agrituristico di Salvadonica rievoca l'antica arte del barbiere. Un momento di rilassatezza e piacere nella campagna del Chianti.

Stavolta lo ammetto: il mio ruolo era quello puro e semplice della cavia. Se nel divertente video girato e montato da Enzo osserverete, seminascosta dalla schiuma, una faccia un po' pallida, terrorizzata, balbettante, è perché io la barba dal barbiere me la sono fatta l’ultima volta circa venticinque anni fa, quando ho promesso solennemente a me stesso che non ce ne sarebbe stata un’altra.

Esistono barbe morbide, semimorbide, ribelli, semidure, dure, molto dure, durissime, incredibilmente dure. E poi c’è la mia, quasi un unicum nel mondo umano. E non tragga in inganno il fatto che sono sempre decentemente sbarbato: dopo anni di strenue lotte, tagli, arrossamenti, bruciori, ho imparato tecniche da iniziati che i profani nemmeno si sognano e alla fine ho quasi risolto il problema, ma il rasoio, quello classico, quello bello, quello figo, quello da gangster story o mafia movie, quello del Padrino o de il Giorno della Civetta, no, quello proprio non lo tollero.

Così, quando ho visto il mitico hair stylist del centro sancascianese, il grande artista del capello, Andrea Prischi, entrare nel bellissimo Borgo agrituristico di Salvadonica armato della sua valigetta professionale che per me conteneva strumenti di tortura, mi sono un po' allarmato, se non proprio inquietato

 - Guarda che è bravissimo - mi ripeteva Enzo -, non ti farà alcun male e ti sbarberà perfettamente.

L'arte della barbaMah, sarà anche stato così, tuttavia rimanevo comunque sulle spine. Ci siamo spostati in una bellissima stanza che ci è stata messa molto gentilmente a disposizione dalla proprietaria dell’agriturismo, mi sono accomodato su una sedia ottimamente adattata per la rasatura e ho fatto la conoscenza con Andrea. Se non altro è simpatico, pensavo, mentre chiacchieravamo del più e del meno.

 La prima operazione, fondamentale, consiste nel fare aderire alla pelle, nella zona da sbarbare, un panno umido molto caldo: serve a distendere l’epidermide, dilatare i pori e permettere al rasoio di scorrere più dolcemente. Fin qui tutto bene.

La seconda operazione: con un morbido pennello di cinghiale cospargere sul viso in maniera uniforme la schiuma creata nell’apposita vaschetta. Anche questo per facilitare lo scorrimento del rasoio. E fin qui sempre tutto bene

Ed eccoci alla terza operazione, quella che mi preoccupava, la rasatura vera e propria. Andrea inizia a tagliare con mano abile mentre mi racconta che ci sono molte persone che richiedono i suoi servizi anche fuori dal suo negozio, a domicilio, gente disposta a pagare cifre elevate pur di averlo dove desiderano, e dopo poco mi rendo conto del perché è così conteso: è l’unico barbiere al mondo che non mi sta facendo male, non mi sta tagliando, non mi sta creando arrossamenti. Il rasoio scorre tranquillo, fa il suo dovere come con qualsiasi altra barba, solo che la mia non è "qualsiasi altra barba", e penso che siccome un rasoio è un rasoio e non può cambiare più di tanto, è per forza la mano che fa la differenza.

 Passano i minuti, pelo, contropelo, e alla fine sono liscio, sereno e soddisfatto. Be', signori, che dire, chapeau! Un mezzo miracolo. È necessario aggiungere che a questo punto andare da Andrea è un must? Fate un po' voi...